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Quattro etti d’amore, grazie – Chiara Gamberale

quattro etti d'amore_grazieQuesto mese per l’appuntamento con la rubrica Letturegolose parliamo del romanzo “Quattro etti d’amore, grazie” di Chiara Gamberale.
Un romanzo che ci interroga sul modo (spesso negativo e riduttivo) con cui giudichiamo le nostre vite e sul modo troppo generoso e positivo con cui leggiamo quelle degli altri.
Quattro etti d’amore, grazie racconta la storia di due donne molto diverse tra loro che – senza conoscersi – si incontrano spesso al supermercato e, solo osservando il carrello e l’apparenza dell’altra, immaginano e fantasticano sulle rispettive vite, costruendo veri e propri castelli di carta e prendendo tutto a pretesto per sminuire la propria vita.
Quante volte lo facciamo anche noi? Quante volte leggiamo la vita altrui attraverso il filtro dei nostri desideri, soprattutto quelli irrealizzati? Tante.
quattro etti d'amore_grazieIl romanzo sembra scritto a due voci, sempre in prima persona. A capitoli alternati a parlare sono le due donne protagoniste del romanzo, che partendo dall’ultima volta che hanno visto l’altra al supermercato raccontano qualcosa di sé, fanno confronti, esprimono rimpianti e spesso vera e propria invidia per la situazione dell’altra. Senza mai considerare il fatto che ciascuno di noi, mediamente, ha una vita con aspetti soddisfacenti e zone d’ombra, successi e cocenti delusioni, aspirazioni non realizzate e piccole frustrazioni.
E soprattutto emerge la soggettività dei giudizi: ciò che per una può essere scontata quotidianità, agli occhi di un’estranea appare come la realizzazione di un sogno e di un progetto di vita mancato.
quattro etti d'amore, grazieUna delle due protagoniste è una mamma e talvolta prepara dei dolci con i suoi bambini.
Ovviamente  agli occhi dell’altra la preparazione di questi dolcetti è immaginata come un momento idilliaco di condivisione famigliare, in cui muffin e biscotti prendono vita tra sorrisi, manine paffute e una cucina immacolata. Mentre – come ogni mamma sa – cucinare con i bambini è estremamente gratificante, ma anche faticoso perché non stanno fermi, toccano tutto, rovesciano la farina sul pavimento e devono soffiare il naso mentre la mamma ha le mani sporche di impasto, contemporaneamente – perché no? – al citofono che suona!
Prendendo spunto da una di queste ricette tra un paio di giorni sveleremo la ricetta abbinata a questo romanzo preparata da Elisabetta di 4 cuori sotto un tetto.

E se amate i libri di Chiara Gamberale vi ricordo che in questa rubrica trovate anche un articolo su Per dieci minuti (anche quello molto carino!).