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Eppure cadiamo felici – Enrico Galiano

eppure cadiamo feliciLe storie di adolescenti mi piacciono perché a quell’età i grandi turbamenti dell’anima riguardano le cose davvero importanti, l’amore, la famiglia, la coscienza di sé. Sono passioni pure, essenziali, non inquinate dalle sovrastrutture dell’età adulta.
I due protagonisti di questo romanzo sono due creature fragili. Lei, Gioia (solo di nome), è una ragazza ombrosa, diversa dai suoi coetanei, schiacciata da una famiglia incapace di costruirle un nido attorno. Una ragazza però molto acuta, originale, bella a modo suo, capace di grandi silenzi tra i banchi di scuola e di dialoghi vivaci con un’amica immaginaria o con la nonna in coma.
Lui, Lo, sembra il classico bullo ribelle di periferia. Viso sempre coperto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso, parla poco ma trasmette in modo innato carisma e simpatia.
L’incontro tra i due è ovviamente destinato a lasciare il segno. Un segno forte e indelebile, che spalanca una voragine di dubbi e domande quando Lo improvvisamente scompare.
Anche perché dietro questa scomparsa c’è tutto un mondo che poco a poco affiora, versioni contrastanti della stessa storia, tutte tremendamente credibili e surreali insieme. Difficile credere, impossibile non credere. Doloroso schierarsi, ma al tempo stesso necessario.
In questo libro si affrontano temi spinosi come il difficile rapporto degli adolescenti con le loro famiglie problematiche, il ruolo della scuola, l’emarginazione e il disagio mentale, con una lettura molto precisa del punto di vista dei ragazzi e una scrittura scorrevole, originale, mai noiosa.
Un libro bello, emotivamente impegnativo ma che senza dubbio lascia qualcosa al lettore.
In abbinamento a questa storia Jasmine di Tortinsù ci presenterà tra un paio di giorni una golosa ricetta che sicuramente farebbe gola a tutti i ragazzi, e non solo.